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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Rende
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mwhgRende (mwhwmwiaAFI: [ˈrɛnde]cite-ref-4[4], mwjgRenni in mwjwdialetto cosentino) è un mwkacomune italiano di mwkq36 880 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlgprovincia di Cosenza in mwlwCalabria, situato a nord dell’mwmaarea urbana di Cosenza.

Si divide in due parti: il centro storico, che sorge su un colle a circa 474 m mwmgs.l.m., e l'area moderna, nell'alta mwmwvalle del Crati, che ospita la sede comunale posta a 183 metri s.l.m., e che è strettamente mwnaconurbata con mwnqCosenza.

Per effetto del mwnwDPR 11 marzo 2016 al comune di Rende è stato concesso il mwoatitolo di cittàcite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7].

Contents

Clima
Storia
Simboli
Eventi
Servizi
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Rende si estende dalla riva est del fiume mwsgCrati a una quota altimetrica di circa 165 mwswm mwtas.l.m. fino alle propaggini orientali della mwtqCatena Costiera con le frazioni Malvitani a 330 metri s.l.m. e Nogiano a 525 metri s.l.m. Il territorio si dispone su un profilo altimetrico compreso tra 129 e 1137 metri s.l.m., e presenta zone montane ad ovest che pian piano degradano verso est formando colline, su una delle quali sorge il centro storico, fino ad arrivare alla mwtgValle del Crati dove grazie ad ampie aree pianeggianti si estende la città moderna. Il Crati è il fiume più importante che la attraversa, insieme ai suoi affluenti Campagnano, mwtwEmoli e Surdo.

Clima

D'inverno il clima è freddo secco in collina, mentre a valle è freddo alquanto umido e i venti soffiano specialmente da nord e da nord-ovest. D'estate il caldo è temperato in collina, a valle invece è pesante e afosocite-ref-8[8].

| RENDE | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RENDE | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 14 | 14 | 16 | 18 | 22 | 26 | 29 | 29 | 27 | 23 | 18 | 15 | 14,3 | 18,7 | 28 | 22,7 | 20,9 |
| T. min. media ( °C ) | 6 | 6 | 7 | 9 | 12 | 16 | 18 | 18 | 16 | 13 | 9 | 7 | 6,3 | 9,3 | 17,3 | 12,7 | 11,4 |
| Precipitazioni ( mm ) | 90 | 109 | 79 | 68 | 37 | 21 | 12 | 18 | 37 | 100 | 101 | 97 | 296 | 184 | 51 | 238 | 769 |

Storia

Le origini di Rende

Gli antichi mwwwEnotri, provenienti dalla mwxapiana di Sant'Eufemia e da Clampetia (mwxqAmantea) fondarono nei pressi del fiume da essi denominato Acheronte, la primitiva mwxgAcheruntia, "le case dei forti presso le acque del fiume" e, successivamente, mwxwmwyaPandosia. La zona era però inadatta alla difesa durante le guerre che in quel periodo si susseguivano numerose, alcuni Acheruntini abbandonarono quei luoghi per rifugiarsi in un posto più difendibile, l'odierna frazione di Nogiano. Questo nuovo insediamento, che risale al 520 a.C., fu denominato mwyqAruntia (mwygΑρουντία in mwywgreco), "le case dei forti", e successivamente mwzaArinthacite-ref-trumper-9-0[9]. Lo storico mwaqEcateo di Mileto, vissuto nel 500 a.C., cita mwagArintha come Città della Bretia di origine enotra.

Arintha nel mondo romano

Le sorti della città seguirono quelle della vicina mwbqCosentia. Nelle mwbgguerre puniche, Arintha venne chiamata alle armi insieme con i Pandosiani, Besidiesi, Cosentini e altri popoli per sbarrare il passo ad mwbwAnnibale, il quale, allontanatosi da mwcaRoma, piombò repentinamente sui popoli del Brutio. Durante la dominazione romana, sotto il consolato di mwcqQ. Cecilio e mwcgL. Valerio, il Brutio divenne regione romana e le città e le borgate coi loro territori furono compresi in una vasta organizzazione amministrativa, divisa in "Municipi" e sostenuta militarmente e politicamente da colonie romane. Anche Arintha ottenne il titolo di "Municipio". Durante l'amministrazione romana si volle dare inizio alla costruzione e manutenzione di pochi e rudimentali acquedotti e delle strade. Arintha e altri paesi vennero così allacciati all'arteria principale che era la "Via Popilia", la sola che, scendendo da mwcwCapua, attraversava la Valle del Crati e gran parte del territorio di Arintha. Nel 72 a.C. quando mwdaSpartaco con la sua armata passò per la valle del Crati, molti schiavi tra gli acheruntini lo seguirono, pronti a dare il loro sangue per quella libertà da sempre bramata. Ma contro mwdqSpartaco arrivarono ben presto gli eserciti di mwdgCrasso e mwdwPompeo che speravano di venire alle prese col gladiatore trace sul territorio della Valle del Crati. Egli fu poi sconfitto e ucciso a mweaReggio Calabria dove si era rifugiato.

Il Brutio ai tempi di mwegAugusto si svegliò alle luci delle arti, delle lettere e della filosofia. Ebbe inizio così per alcuni privilegiati tra la gioventù di Arintha quel desiderio di sapere, che armonizza anima e intelletto con l'universo circostante. Nascono così le prime scuole pitagoriche dove venivano tramandati principi filosofici e scientificicite-ref-10[10].

La discesa dei barbari nella Valle del Crati

La Valle del Crati, dove si estende la parte migliore del territorio di Arintha, fu sempre considerata dai mwgqbarbari, come dai romani, la chiave del mezzogiorno d'Italia. Intorno al 410 d.C. mwggAlarico, re dei mwgwVisigoti, con la ciurma dei suoi barbari deliberò di marciare indisturbato per gli Appennini calabri e precisamente per la campagne di Arintha al fine di arrivare in mwhaSicilia evitando di porre l'assedio a mwhqCosenza. Da qui, infatti, transitarono truppe e carriaggi, derubando e distruggendo quanto capitava sotto mano. Da qui poi risalirono lungo le rive del fiume mwhgBusento e il valico del Potame per scendere lungo il fiume mwhwCatocastro sino mwiaClampetia, sulle coste del mwiqTirreno e proseguire sino a mwigReggio e la mwiwSicilia.

Nel 543 scese in Calabria mwjqTotila, che riconquistò per gli mwjgostrogoti le regioni del Bruzio e si accanì specialmente alla conquista della città di Arintha insieme a mwjwUffugum e mwkaConsentia, le quali città vollero opporre un'accanita resistenza. I soldati di mwkqTotila allora, non potendo sopraffare la resistenza delle varie popolazioni, addivennero a più miti consigli. Si vollero presentare ai "signori" di Arintha, mwkgUffugum e mwkwConsentia per offrire loro onori e ricchezze in cambio di una più mite e benevola accoglienza. Ma i popoli del Bruzio decisero, invece, di rispondere con il rifiuto e continuando a battersi ostinatamente contro i barbari del nord. Il loro eroismo però fu vano, perché nei primi mesi del mwla547 tutto il territorio di Arintha fu invaso dalle orde barbariche che si moltiplicarono a dismisura; venne spezzata con la potenza del numero l'ostinata resistenza, e Arintha stessa fu messa a sacco e fuoco. Fu pesante la vendetta, molti subirono atroce martirio, mentre i pochi superstiti dovettero assistere alla quasi totale rovina dei loro beni e delle loro case.

Arintha nel periodo musulmano

Nei secoli successivi, così come per molti comuni mwlwcalabresi, anche Arintha subì oltre alle dominazioni mwmabizantine e mwmqlongobarde anche un vero dominio mwmgmusulmano, i cui mwmwcaliffi si alleavano ora con i mwnaLongobardi, ora con i mwnqBizantini. Prima però di subire la invasione dei mwngSaraceni, i calabresi, e specialmente i cosentini con tutte le forze della mwnwprovincia, tra cui molti rendesi, ebbero verso il 721 l'incarico di andare a debellare i mwoamusulmani nel territorio di mwoqNapoli. Ma la vendetta di questi cadde inesorabile sulle popolazioni calabresi. Infatti le navi pirati dei mwogmusulmani cominciarono a devastare o distruggere le città marine. E quando nell'843-45 la baldanza musulmana arrivò al colmo della sua potenza, allora essi cominciarono a piombare gravemente sui paesi interni compresi Arintha, depredando le campagne, già annientate e devastate dalle mwowguerre barbariche, dalle carestie e pestilenze. Solo più tardi, nell'anno 852, i rendesi insieme ai cosentini poterono insorgere contro le orde mwpasaracene, le quali vennero duramente sconfitte grazie alla protezione e l'aiuto del re mwpqLudovico II. Ancora nel 901 ritornarono però in Calabria i mwpgsaraceni che sottomisero la città di Cosenza. Nel settembre 902 arrivò lo stesso califfo Ibrahim, dai calabresi ricordato come "Brachimo".

Nel 914, l'emiro Abstaele di mwqaSquillace, che si era stabilito a Cosenza, venne ad assalire e distruggere quanto era rimasto nella cittadina di Arintha, forse perché ribelle al pagamento dei tributi. Il popolo di Arintha cercò spesso ma invano di contrastare la potenza mwqqsaracena. Per questo motivo si ritirò in massa fra le mura della vicina città di Cosenza. Ma quando Cosenza, ormai distrutta, fu assalita e incendiata, quando la sua mwqgprovincia fu tutta devastata, allora tutte le popolazioni furono costrette a fuggire sulle pendici della mwqwSila formando i cosiddetti "casali". La gente di Arintha si stabilì nell'attuale territorio di mwraCastiglione Cosentino e impose il nome di Arente a un torrente che sorgeva in quei pressi. Ancora oggi il torrente porta questo nome e serve ad alimentare la rete idrica del comune di mwrqRose.

Rende nel periodo normanno, svevo, angioino e aragonese [ 11 ]

Dopo tanti anni le poche genti di Arintha rientrarono nelle proprie terre dalle montagne della mwtaSila. Questa scelta fu dettata dal desiderio dei rendesi di ritornare nella terra dei propri avi ma soprattutto, fu la sicurezza nella potenza e nel favore dei mwtqNormanni che li convinse a ritornare tranquilli per dare inizio ad una vita più serena dentro le mura di più solide fortificazioni. I rendesi fondarono nuovamente il nucleo cittadino di Arintha su un colle solitario posto tra il fiume Surdo e l'mwtgEmoli. La Signoria di tale nuova città di nome Rende venne assunta dal capostipite dell'omonima Famiglia Rende, poi passata in Bisignano con il vescovo Guglielmo Rende (1295-1315) ed ivi ascritta al Sedile di Nobiltàcite-ref-12[12].

A partire dal mwva1045, Rende passò sotto il diretto controllo dei mwvqNormanni, in particolare di mwvgRoberto il Guiscardo, che impose alla Città il pagamento di tributi e la presenza di un "Signore", il vescovo-conte di mwvwCosenza. Ma nel mwwa1091 tutto il circondario del cosentino si ribellò per le tasse troppo elevate. mwwqRuggero Borsa, figlio di mwwgRoberto il Guiscardo ed erede designato, subentrato al padre nella gestione del territorio, chiese l'intervento di mwwwRuggero I, suo zio, e di mwxaBoemondo, suo fratellastro maggiore, che repressero la ribellione con la forza.

mwxgBoemondo ottenne per il suo intervento il controllo della contea di Cosenzacite-ref-tasso-13-0[13].

mwzaBoemondo d’Altavilla decise di realizzare un mwzqCastello sull'attuale solitario colle, tra i torrenti Surdo ed mwzgEmoli, da cui si domina buona parte della valle del Crati. La realizzazione dell'imponente struttura fu portata a termine nel mwzw1095 con l'aiuto di mw0aMirandi Artificescite-ref-ingegneri-14-0[14]. È in questo periodocite-ref-citanota-15-0[15] che per la prima volta compare in documenti ufficiali la denominazione mw2qRenne che significa mw2gRegnocite-ref-renne-16-0[16] in mw3wfrancese anticocite-ref-lingua-17-0[17].

Rende ed il suo castello diventano la base di mw5qBoemondo, prima che questi parta per la mw5gCrociata nel mw5w1096. Nella sua impresa fu seguito da un cavaliere rendese, Pietro Migliarese, che condusse con sé quattro militi ed otto inservienti, ed al cui seguito si unirono anche i mw6aMirandi Artificescite-ref-ingegneri-14-1[14] già impegnati nella costruzione del castello. mw7qBoemondo ritornò a Rende nel mw7g1106 e ancora nel mw7w1111, poco prima di morire. Il terremoto del mw8a1184 provocò gravi danni, danneggiando il castello e alcune chiese, e Rende conobbe un periodo di recessione.

Dal mw8g1189 si assistette nel mw8wRegno di Sicilia ad una lotta per la successione a mw9aGuglielmo II il buono, ma solo nel mw9q1194 fu posta la parola fine con la discesa nel regno di Sicilia di mw9gEnrico VI, marito di mw9wCostanza d'Altavilla ed erede designata dallo stesso mw-aGuglielmo. Passando in queste terre mw-qEnrico VI pretese il pagamento di ingenti tributi che la gente di Rende non avrebbe mai potuto onorare. In difesa di questi intervenne il Beato mw-gGioacchino da Fiore, confessore di mw-wCostanza. Infatti egli conosceva bene i Rendesi, avendo passato quasi un anno tra le montagne di Rende prima di diventare mw-aAbate di mw-qCorazzo. Dopo la morte di mw-gEnrico VI avvenuta poco dopo, Rende visse un periodo florido, grazie anche alla protezione di mw-wCostanza.

Nel periodo svevo, mwaqeFederico II confermò l'appartenenza delle terre di Rende all'arcivescovo di Cosenza. Nel mwaqi1222 mwaqmFederico II si recò a Cosenza per l'inaugurazione del Duomo e i cittadini di Rende erano presenti con il loro gonfalone che raffigurava le tre torri del castello su uno sfondo bianco e rosso, i colori del mwaqqblasone di Boemondo. Dopo la morte di mwaquFederico, si assistette alla disputa sulla sua successione, conclusasi nel mwaqy1266 con la mwaqcbattaglia di Benevento che vide la vittoria di mwaqgCarlo d’Angiò contro mwaqkManfredi; nell'atrio del castello è tuttora visibile un'incisione dell'epoca che ricorda la presenza di mille Rendesi schierati contro mwaqoManfredi.

Nel periodo mwaqwangioino, Rende venne affidata al mwaq0Vescovo-Conte di Cosenza, di cui seguì le sorti. Dopo alterne vicende, si ritrova dal mwaq41319 la presenza della famiglia Migliarese da Rende al servizio della Casa d'Angiò. Giovanni Migliarese venne nominato cavaliere di compagnia del Re mwaq8Roberto d’Angiò e Godefrido Migliarese venne investito del feudo di mwaraMalvito.

Nel mwari1422, durante la guerra tra mwarmangioini ed mwarqaragonesi mwaruFrancesco Sforza, il futuro duca di mwaryMilano, che comandava l'esercito angioino in Calabria, trovò rifugio nelle mura di Rende dove subì un assedio da parte delle truppe aragonesi che gli contendevano il controllo della mwarcCalabria settentrionale. Alcuni anni dopo, nel mwarg1437, Rende, come tutta la Calabria, passò sotto il dominio aragonese e fu data in feudo alla Famiglia mwarkAdorno di mwaroGenova nel mwars1445. Nel marzo del mwarw1460 il re mwar0Ferrante d'Aragona investì della contea di Rende (con mwar4Domanico, mwar8Mendicino, mwasaCarolei e mwaseSan Fili) il nobile di origine normanna Luca mwasiSanseverino, duca di mwasmSan Marco Argentano, il quale di lì a poco diverrà anche mwasqPrincipe di mwasuBisignano. Luca mantenne la contea per pochi anni e nel mwasy1466, dopo la morte di Margherita di mwascPoitiers, già marchesa di mwasgCrotone, sua suocera, che dimorava nel castello di Rende per averne ricevuto nel mwask1459 la concessione in castellania da mwasoFerrante I d'Aragona, la contea ritornò agli mwassAdorno dogi di mwaswGenova. Nel mwas01494 Rende chiese ad mwas4Alfonso II d'Aragona la conferma dei suoi privilegi e concessione di nuovi, in considerazione dell'aiuto prestato in occasione dei non lontani eventi bellici (la guerra di Otranto nel 1481?). Con l'avvento di mwas8Carlo V d'Asburgo avvenne una nuova ribellione di Alfonso mwataSanseverino, duca di Somma, che si era impadronito di Rende nel mwate1528, dopo la morte dell'ultimo conte mwatiAntoniotto Adorno mwatmdoge di mwatqGenova. A seguito della disfatta e della morte di mwatuOdet de Foix visconte di mwatyLautrec e luogotenente del mwatcRe di Francia, avvenuta nell'agosto mwatg1528, la contea di Rende venne innalzata a marchesato e concessa nel mwatk1532 a don mwatoFernando de Alarcón, marchese della mwatsValle Siciliana e governatore di Cosenza. La sua unica figlia sposò don Pedro González de Mendoza signore di mwatwFiumefreddo e mwat0Longobardi, ed i discendenti assunsero il cognome de Alarcón y Mendoza per succedere nel fidecommesso dei feudi istituito dal primo marchese don Fernando de Alarcón. Nel mwat41535 don Pedro de Alarcón y Mendoza guidò i rendesi, imbarcatisi a mwat8Napoli con il re mwauaCarlo V, nella battaglia di Tunisi contro i Mori.

Nel frattempo i mwauiSanseverino non avevano affatto rinunciato al controllo della contea di Rende, perché nel mwaum1543 diedero in moglie a Ferdinando de Alarcón y Mendoza - figlio di don Pedro González de Mendoza - la primogenita di Pietro Antonio Sanseverino principe di mwauqBisignano, Eleonora (Dianora). Una delle clausole matrimoniali prevedeva che Eleonora Sanseverino divenisse la titolare dell'amministrazione del marchesato di Rende. Durante questo periodo i rendesi furono al fianco dell'imperatore Filippo II e con Ferdinando de Alarcón nel 1565, sotto il comando di Gian Domenico Migliarese, nella battaglia di Malta contro i Turchi; e poi nel 1571 nella mwauubattaglia di Lepanto guidati da Diego de Guiera e da un componente della famiglia Adorno, antichi conti di Rende.

Il dominio su Rende degli Alarcón y Mendoza durò fino al mwauc1806, anno in cui il mwauggoverno napoleonico decise l'abolizione della feudalità.

Rende nel decennio francese e nel primo periodo risorgimentale

Nel 1794 anche a Rende presero corpo le idee della mwausRivoluzione francese. I soprusi, le tasse e le ingiustizie aumentarono l'odio verso il dominio mwauwborbonico. Portavoce di questo malumore fu Domenico Vanni che ricevette mwau0Gioacchino Murat, Maresciallo dell'Impero con mwau4Napoleone, quando questi passò da Cosenza. Nel 1817 il mwau8Castello venne venduto alla famiglia Magdalone, proprietaria anche di numerosi terreni del Marchesato. Durante il risorgimento, anche i Rendesi si stancarono di Francesi e borbonici e molti di loro diventarono mwavacarbonari partecipando ai mwaveMoti del 1820-21 e del mwavi1831.

La proclamazione del Regno d'Italia

Nel mwavu1860 l'entusiasmo per lo mwavysbarco dei Mille a mwavcMarsala contagiò anche i Rendesi che diedero vita al "Comitato centrale della Calabria citeriore" per dare appoggio logistico e militare, nonché rifornimenti, a mwavgGaribaldi che con le sue truppe si accampò in località Marchesino.cite-ref-18[18]

Il 24 agosto del 1860 Rende insorse contro i Borboni e acclamò mwav4Vittorio Emanuele II, re d'Italia, pur rimanendo provvisoriamente in carica la stessa autorità comunale.

Simboli

Stemma del comune

Lo stemma civico raffigura tre delle cinque torri di cui era un tempo munito il Castello medievale. Il complesso fortificato, oltre alle quattro torri angolari, era fornito anche di un'altra torre merlata detta cassero o mastro svettante nella parte più alta e dominante dell'edificio. Nel corso dei terremoti, che funestarono più di una volta la cittadina rendese, una delle torri angolari, quella di nord-ovest, si rovinò e non fu più riedificata.

Onorificenze

Titolo di città


11 Marzo 2016 per decreto del presidente della Repubblica (DPR).

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Le mwawschiese presenti sul territorio di Rende in tutto sono 28, fra antiche, moderne, cappelle private, divise fra sette mwawwparrocchie differenti. Inoltre due sono sconsacrate, tre private, in tutto soltanto ventidue aperte regolarmente al culto, alcune di queste temporaneamente chiuse o in stato di mwaw0restauro.

Chiesa di Santa Maria Maggiore: è la chiesa madre di Rende, la più importante. Probabilmente eretta nel XII secolo, è dedicata a Santa Maria della Neve. È stata più volte ricostruita a causa dei terremoti, in particolare nei primi del 1500 e tra il 1740 e il 1799. Si trova al termine di un’ampia scalinata e presenta una facciata a salienti con tre portali in tufo e un rosone centrale a raggiera. L’interno, a croce latina, è suddiviso in tre navate, sorrette da dodici pilastri quadrangolari con capitelli dorati e coperto da una volta a botte con arcate a tutto sesto, affrescate da Achille Capizzano. Le navate laterali, con volte a cupoletta, ospitano dodici altari minori con nicchie, statue e dipinti, tra cui spicca quello del Santissimo Crocifisso. Dalla struttura si eleva la torre campanaria, eretta nel Settecento e ricostruita nel 1923 dopo il terremoto del 1905, composta da quattro piani con pareti in cotto semplici e decorate da lesene e capitelli.

Santuario di Maria Santissima di Costantinopoli, nel centro storico di Rende, fu edificato intorno al 1600 e come si presenta oggi risale al 1719. La facciata a capanna presenta in alto un finestrone a vetri colorati raffigurante la Vergine di Costantinopoli con il Bambino; sul lato destro si trova la sagrestia, sormontata dal campanile a vela. L’interno, a croce latina, è decorato e ospita un altare in marmi policromi. All’altezza del transetto la cupola è affrescata a tempera da Achille Capizzano con la Madonna di Costantinopoli in Gloria. Sulla sinistra si trova una cappella, sul cui altare è posta l’antica statua e sul lato destro, una preziosa icona acheropita su rame detta “Macchietta”. Il 15 maggio 1978, per decreto dell’Arcivescovo di Cosenza Mons. Enea Selis, la chiesa fu elevata a Santuario diocesano. I festeggiamenti ricorrono 40 giorni dopo Pasqua, il martedì dopo Pentecoste. Tra i dipinti di pregio, oltre alla pala d’altare, si segnala nella cantoria l’“Allegoria della Madonna di Costantinopoli” (1777) di Cristoforo Santanna. Il Santuario dispone di uno spazio musealizzato con paramenti sacri e argenti, come pissidi, calici, croci e ostensori, databili tra XVII e XVIII secolo.

Chiesa del Ritiro, è dedicata a San Michele Arcangelo e risale al periodo normanno. Restaurata più volte, della facciata originale rimane il portale con le due colonne ai lati. La pianta è a croce greca ed in ciascun lato vi sono delle cappelle in stile barocco. Sotto i quattro archi che formano la cupola sono state poste quattro statue che raffigurano la Prudenza, la Fortezza, la Giustizia, la temperanza. Numerosi quadri, alcuni dei quali di Pascaletti e di Santanna, abbelliscono la chiesa. Inoltre all'interno sono conservate anche sculture in legno e marmo, una di queste è la statua lignea di San Giacomo qui portata dalla chiesa dell'Assunta quando questa fu distrutta da un terremoto.

Chiesa di Maria Santissima del Rosario, immediatamente sotto il castello, sull'antica piazza del Seggio, si erge la chiesa settecentesca di stile barocco del Rosario. Sulla facciata, interamente in pietra tagliata, risaltano quattro nicchie a conchiglia e gradevoli decorazioni che la rendono una delle chiese più belle del territorio. All'interno sono custoditi oggetti di grande valore, molti dei quali presenti nell'Inventario degli oggetti d'arte in Italia. Da ammirare durante le festività natalizie il presepe con statuette del 1700.

Chiesa di San Francesco d'Assisi e di Santa Maria delle Grazie, la chiesa fu costruita nel Cinquecento, ma i numerosi terremoti in Calabria ne causarono gravi danni; più volte ricostruita, fu completamente restaurata nel 1783. La facciata presenta un portale ad arco a tutto sesto in pietra calcarea, sormontato da una piccola edicola con statuetta della Madonna Immacolata (patrona di Rende), e poco più in alto un rosone rettangolare. L’interno, a unica navata, ospita sull’altare l’olio su tela “Immacolata tra due angeli” (attribuito a Francesco De Mura, XVIII secolo), inserito in un complesso murario ornato da stucchi. Lungo la navata si susseguono altari con archi decorati che conservano dipinti e sculture, tra cui statue di S. Antonio da Padova e della Madonna delle Grazie con il Bambino, e alcuni oli su tela. Sul soffitto spicca “Apoteosi dell’Immacolata” (Cristoforo Santanna, 1797). Sono presenti inoltre quattordici quadretti della Via Crucis di Cristoforo Santanna e un tondo a fondo dorato con la Vergine e il Bambino (attribuito a Dirck Hendricksz, detto Teodoro d’Errico). La chiesa custodisce infine un’acquasantiera in marmo verde e sette busti porta-reliquie in legno dorato, entrambi del XVII secolo.cite-ref-19[19]

• mwax4Chiesa di Maria Santissima della Consolazione, parrocchiale, sorge in mwax8Arcavacata centro storico. È stata edificata nel '700 a seguito di una guarigione miracolosa di uno zoppo e di un cieco, fu ampliata per opera della famiglia Magdalone e conclusa nel mwaya1892. L'edificio si mostra alla vista col garbo decorativo delle maestranze locali nel bel prospetto delimitato da mwayelesene sovrastate da originali mwayicapitelli, da mwaymnicchie, da ricche mwayqcornici e dal mwayutimpano di coronamento; mentre sulla destra vi è una robusta torre campanaria quadrangolare costituita da tre piani coronati nella parte alta da un terrazzino cinto da un'elegante balaustra. L'interno di gusto mwayybarocco tardo-meridionale è costituito da una sola, ampia mwaycnavata delimitata da piatte lesene incassate nei muri e capitelli, quali racchiudono nello spazio libero alcune tele di carattere sacro. Numerose statue, tra cui quella della Madonna della Consolazione, da cui prende il nome l'edificio, sono custodite entro stipi mwaygsettecenteschi appoggiati alle pareti della navata. La festa titolare è il mwayklunedì dell'Angelo

Chiesa di Santa Maria Della Consolazione a Santo Stefano è l'antica Cappella della famiglia Magdalone, le cui origini sono incerte. Al suo interno riposano le spoglie mortali di alcuni dei suoi esponenticite-ref-20[20]. All'esterno è presente un piccolo cortile recintato da un elegante muretto in mattoni e ringhiere di ferro. L’interno della chiesa, di stile ottocentesco, è molto semplice: il presbiterio a pianta circolare è decorato da capitelli barocchi e al centro sorge l’altare sul quale è posta la “Madonna della Consolazione”, olio su tela di Giovanni Greco (1929). La Cupola, all’interno affrescata da stucchi barocchi, all’esterno è composta da dodici file di coppi di terracotta. La chiesa, anticamente unico luogo di culto della zona, viene riaperta in poche occasioni. La festa titolare è l’ultima domenica di Agosto, anticamente anche fiera del bestiame.

• mwazmChiesa di Santa Maria Assunta, più volte rasa al suolo dai terremoti, prima era intestata alla mwazqMadonna di Loreto (denominazione corrotta dal popolo in “Madonna d’u Ritu”). L’attuale edificio dell’Assunta fu edificato tra il mwazu1858 ed il mwazy1876. Sorge sul medesimo luogo dove sorgeva una chiesa dedicata a mwazcSanta Sofia, il cui culto è di chiara origine mwazgbizantina. La facciata, con la quale il sacro edificio si mostra alla vista, è sobria ma decorosa. Costruita in pietra di fiume e mattoni cotti al sole, la chiesetta ha l’ingresso costituito da un portale con una semplice mwazkmodanatura perimetrale e da una mwazolunetta con una formella in ceramica che riproduce una Madonna benedicente ed alcuni angeli, che rompe l’uniformità della massa muraria. Della vecchia chiesa sono rimaste due colonne, che ancor oggi sono i pilastri della nuova, ed un bassorilievo marmoreo che rappresenta il miracolo di mwazsSan Giacomo in mwazwSanto Domingo de la Calzada. All’interno, il soffitto in legno spicca nella semplicità delle decorazioni; il presbiterio è diviso da un’arcata e comprende l’altare in pietra sovrastato dalla statua della Titolare. Di notevole fattura anche un quadro a tempera di Donato Magli raffigurante mwaz0Santa Maria Assunta in Cielo. Durante i festeggiamenti di ferragosto ancora oggi si effettuano antichi giochi, come la corsa dei sacchi, la rottura delle pignatte attaccate ad una corda sospesa in aria e molti altri.
• mwaz8Chiesa di mwaaaSan Giovanni Battista, nel centro storico, datata 1790 è stata da pochi anni restaurata: presenta un'unica navata semplice e di piccole dimensioni decorata da alcuni quadri sulle pareti; il presbiterio a pianta quadrata presenta un altare in marmi policromi e una tela rappresentante il Battista. La Chiesa custodisce anche le statue di mwaaesant'Ippolito e mwaaisanta Lucia.
• mwaaqChiesa di mwaauSant'Antonio abate, piccola chiesetta situata non lontano dal castello. Durante i festeggiamenti è usanza distribuire ai fedeli piccoli pezzetti di mwaaypane azimo (pane di Sant'Antonio) chiamato “chucchjiddru”; la sera dello stesso giorno, nella piazzetta antistante l'edificio, viene acceso un falò con vecchi mobili e legna presa per l'occasione.
• mwaagChiesa di mwaakSanta Maria della Neve, il piccolo edificio presenta una semplice facciata con portale in pietra liscia e finestrella circolare. In alto due nicchie con campana. All'interno, sull'altare in arenaria intagliato (1616), spicca una tela raffigurante Maria SS. della Neve (di Andrea Carino, 1703). Il culto per questa Madonna si deve a una miracolosa nevicata in pieno agosto e alla contemporanea apparizione della Vergine a mwaaopapa Liberio (352-366).
• mwaawChiesa della mwaa0Santissima Vergine della Pietà:cite-ref-21[21] È una delle chiese più antiche (un frammento all'interno indica l'anno mwabi1117) e anche una delle più riedificate negli anni. Sorge a Nogiano nei pressi della cosiddetta “mwabmguardiola”, importante posto di guardia all’epoca dei mwabqSaraceni, considerato anche il primitivo luogo d’insediamento degli antichi abitanti di Rende. La facciata ad intonaco della chiesetta è abbellita da un mwabuportale in mwabytufo intagliato con motivi geometrici a rilievo profilati da un’ampia dentellatura perimetrale. Al centro del prospetto è posto un mwabcoculo circolare mentre sulle estremità laterali si trovano due mwabgnicchie ognuna delle quali contiene una statua di santo. L’interno ha un soffitto decorato ed è organizzato in un solo vasto ambiente a sviluppo longitudinale. Sulla parete posta dietro la mensa eucaristica risalta un dipinto ad olio su tela settecentesco di autore sconosciuto su cui è raffigurata una Madonna della Pietà. Nella navata, su un altarino sulla sinistra, è custodita in una nicchia una statua processionale di fattura artigianale della suddetta Madonna. All'esterno, a seguito del terremoto del mwabk1980 è stato edificato un campanile di moderna concezione.
• mwabsChiesa di mwabwSan Paolo Apostolo, la chiesa di titolo parrocchiale, sorge in un edificio che in passato era un grande panificio denominato PAB (Panificio Automatico Bruzio). Nel mwab01973 mwab4Papa Paolo VI decise di fornire un’assistenza spirituale ai giovani studenti dell'mwab8Università della Calabria tramite i mwacaPadri Dehoniani. La parrocchia è ubicata vicino al mwaceCampus universitario di mwaciArcavacata in Contrada San Gennaro al confine fra Arcavacata e Quattromiglia. L'interno della chiesa è alquanto austero, di forma rettangolare, manca di elementi decorativi, a parte la grande croce in legno dietro l'altare e le 14 raffigurazioni della passione di Cristo. All'esterno dell'edificio svetta una croce a forma di tàu, con uno spazio vuoto a forma di cuore all'estremità superiore, che simboleggia il Sacro Cuore di Gesù. La parrocchia, soprattutto grazie alla presenza dei mwacmDehoniani, conta un gran numero di fedeli provenienti da tutto l’hinterland.
• mwacuCappella Universitaria, la cappella è ospitata in un’aula del palazzo del Rettorato sul ponte Pietro Bucci dell’mwacyUniversità della Calabria. Questo piccolo luogo di culto, supporto spirituale per gli studenti e il personale dell’Unical, afferisce alla parrocchia di San Paolo Apostolo.

• mwackChiesa di mwacoSan Rocco, piccola chiesa, in contrada Rocchi di mwacsArcavacatacite-ref-22[22]. Prima dell'ingresso è posto un piccolo atrio coperto che è più recente rispetto al resto dell'edificio, l'interno è molto semplice con alcune cornici sulle pareti. Della sua forma originaria non conserva più nulla, se non il piccolo mwadacampanile a vela con una sola campana a corda. All’interno l’altare quadrato semplice, in legno, domina l’aula liturgica. Sulla parete di fondo è posto un grande mwadecrocifisso ligneo. Nella cappella è custodita la statua del Santo, di perenne devozione, la cui festa si svolge la seconda domenica di Settembre. La chiesa fa parte della Parrocchia universitaria di mwadiSan Paolo Apostolo retta dai mwadmDehoniani. Per molto tempo fu attivo nei pressi di questa chiesa, il monastero dei santi Pietro e Paolo, successivamente trasformato in palazzotto nobiliare.
• mwaduChiesa di mwadySanta Maria di Monserrato: vicino all'attuale edificio sorgeva fino a pochi anni fa una antica chiesetta di proprietà della famiglia Magdalone, dismessa all’inizio degli anni 60, dedicata prima a mwadcSanta Maria dell'Olmo e poi alla Madonna di mwadgMontserrat, della quale oggi resta un solo muro a seguito della sua demolizione. L'edificio sacro fu eretto una prima volta nel mwadk1950, ma a causa dei danni riportati nel corso del sisma del mwado1980, fu nello stesso periodo ristrutturato, con l'aggiunta di una slanciata torre campanaria di stile moderno. Nel mwads2021, in seguito ai lavori di rimodernamento degli interni, la chiesa ha riaperto le porte ai fedeli dopo alcuni anni. La facciata della chiesa è preceduta da un ampio mwadwporticato sorretto da quattro mwad0pilastri a sezione quadrangolare; l'interno è ad un unico corpo a svolgimento longitudinale, costituito da lesene e balaustre moderne e da un rivestimento in gradevoli mattoncini. L’altare semplice in pietra, è racchiuso in una parete in mattoni chiari. All’interno sono custodite alcune statue, oltre alla titolare, come San Giuseppe, San Francesco da Paola, Santa Maria Goretti e Sant’Antonio da Padova. La festa della Madonna di Monserrato é l’ultima domenica di Settembre.cite-ref-23[23]
• mwaemChiesa di mwaeqSan Carlo Borromeo,cite-ref-24[24] parrocchiale, è integrata nel Parco Rossini e la pianta è di forma circolare. Le grandi dimensioni della struttura rendono visibile, anche da molto lontano, la particolare cupola semisferica, che raggiunge i 30 metri d'altezza. La struttura geometrica si concretizza in un effetto visivo di grande suggestione. L'ingresso aperto sulla facciata è provvisto di un portale superiore. All'interno sono poste 21 colonne e nell'aula possono trovare spazio oltre 500 persone con ampia libertà di movimento. Di notevole fattura le immagini del percorso di Gesù. La cupola della chiesa insieme al municipio sono diventati l'emblema della parte nuova della città.
• mwaeoChiesa della Beata mwaesVergine di Lourdes: questa chiesa parrocchiale sorge in prossimità del parco Robinson. Interamente realizzata in cemento armato, con l'utilizzo di particolari pannelli prefabbricati, garantisce un ottimo isolamento termico ed acustico. L'interno della chiesa è illuminato da una grande vetrata istoriata posta dietro l'altare.
• mwae0Chiesa di mwae4Sant'Antonio da Padova si trova a Commenda ed ha titolo di chiesa parrocchialecite-ref-minube-it-25-0[25]. Elevata tra il mwafm1979 e il mwafq1985 su disegno dell'architetto Raffaele Filippelli, si raccorda perfettamente con l'ambiente naturale e la scenografica fuga dei palazzi circostanti. L'uso di materiali come mwafucemento e mwafyferro conferiscono alla struttura una notevole eleganza formale, come si evince dall'armoniosa geometria delle membrature che confluiscono verso la mwafccuspide la quale corona la fabbrica con la lanterna vetrata e la croce commessa in cima. La torre campanaria è incorporata alla chiesa e svetta con la sua forma slanciata per favorire la propagazione del suono delle mwafgcampane a distanza notevole. L'interno riceve in abbondanza la luce proveniente dai ventiquattro finestroni, dalle fessure verticali poste dietro l'altare, che crearono con le proprie lame di luce effetti suggestivi. L'ampia struttura architettonica incorpora anche il mwafkconvento dei mwafoFrati Minori con le celle dei religiosi e gli spazi comuni (biblioteca, refettorio). La festa del patrono è il 13 giugno.
• mwafwChiesa di mwaf0San Giovanni Battista, a Commendacite-ref-minube-it-25-1[25]: il terreno su cui sorge questa chiesa apparteneva al Supremo mwagiOrdine Militare di Malta. L'antica chiesetta fu fondata nel mwagmXVII secolo dall'mwagqabate commendatario Giuseppe d'Aquino. Nel corso degli anni fu più volte rimaneggiata. Oggi la facciata è divisa da mwagulesene piatte con mwagycapitelli e decorazioni che racchiudono due mwagcnicchie vuote. Il mwaggportale è in mwagkpietra e senza motivi ornamentali. All'interno, a unica mwagonavata, si possono ammirare il soffitto decorato, due statue processionali vicino all'altare dell'mwagsAddolorata e mwagwSan Giovanni e alcuni quadri con soggetto sacro.
• mwag4Chiesa di mwag8San Francesco da Paola, in località Surdocite-ref-26[26]: già cappella privata della famiglia Zagaresecite-ref-27[27], il sacro luogo fu varie volte ripreso, nel mwahg1973 quando venne ampliato per far fronte all'accresciuto numero di fedeli, e nel mwahk1980 dopo il tremendo mwahoterremoto. La mwahsfacciata è divisa in fasce rettangolari ad mwahwintonaco, il mwah0portale in mwah4tufo è profilato da una sobria mwah8cornice, la parte superiore è coronata da un mwaiatimpano triangolare, il quale regge la mwaiecampana entro un semplice mwaiicampanile a vela. L'ambiente interno è molto semplice: il mwaimpresbiterio è diviso dalla mwaiqnavata da un possente mwaiuarco e l'altare posto sul fondo è in muratura. All'interno della chiesa sono custodite la statua di mwaiySan Francesco da Paola e un bel quadro della mwaicMadonna del Rosario, posto sull'altare. La Festa patronale è l'ultima domenica di mwaiggiugno.
• mwaioChiesa della mwaisSS. Trinità, sede parrocchiale di recente realizzazionecite-ref-28[28], sorge sul lato sinistro del fiume Surdo, in contrada Linze. La facciata rettangolare è caratterizzata da due grandi archi in mwajacalcestruzzo faccia-vista che incrociandosi individuano simbolicamente l'ingresso principale. La chiesa, completamente rivestita in mattoni faccia-vista tipici del luogo (Rende ospitava proprio in località Surdo alcuni mattonifici), presenta all'interno un'unica ampia navata con struttura a mwajesemicerchio. Il portone d'entrata si affaccia su una scalinata semicircolare che si estende sull'ampia piazza antistante dedicata a monsignor mwajiDino Trabalzini.
• mwajqChiesa di mwajuGesù Misericordioso, sorge a Santo Stefano, vicino all’area che un tempo ospitava la mwajyFiera di Arcavacata. Edificata dai Padri mwajcDehoniani, completata nel 2000 e dedicata nel 2007. Sotto l'altare conserva le reliquie di mwajgSanta Faustina Kowalska e presenta un’ampia aula liturgica, priva di particolari elementi architettonici. Tra le statue presenti vi è quella della Madonna della Consolazione, proveniente dalla chiesetta antica e concessa dalla famiglia Magdalone per l’esposizione alla comunità. La facciata, semplice è sormontata da una guglia con una croce. Al piano inferiore si trova anche l’oratorio parrocchiale.
• mwajoChiesa di mwajsSan Francesco da Paola, il piccolo edificiocite-ref-29[29], di proprietà della Famiglia Basile, si trova in un castagneto di contrada Sant’lanni. È di origine incerta e nel corso degli anni è stato più volte ristrutturato. Oggi la facciata, molto sobria, presenta un semplice portale affiancato da mwakalesene appena accennate. Nella parte superiore è poi visibile un piccolo campanile a vela e a destra nel mwake1993 è stato edificato un piccolo campanile. All'interno, ad unica navata, rimane l'altare in legno sormontato da una tela raffigurante il Santo affiancata da due statue di santi. Una di queste, in legno scolpito, raffigura San Francesco d'Assisi. Nella chiesa, inoltre, è custodita una preziosa reliquia: una spina della corona imposta dai soldati mercenari a Cristo dopo la flagellazione. La chiesa fu edificata per ricordare che San Francesco era solito fermarsi in questi luoghi durante i suoi viaggi da Paola a mwakiPaterno e mwakmSpezzano della Sila. Un tempo si organizzava una festa votiva nel mese di Luglio.
• mwakuChiesa di mwakySant'Agostino, sorge nell'omonima frazione, si sviluppa su un crinale immerso nel verde nei pressi di quello che un tempo fu un antico convento dei padri Agostiniani soppresso durante l'occupazione francese a Rende. Cappella gentilizia della famiglia Spada, la chiesa è molto espressiva nella sua semplicità: l'ingresso è coperto da una piccola tettoia a tegole, sovrastata da un oculo circolare e dal mwakccampanile a vela posto sopra il mwakgfrontone. All'interno, è presente un piccolo altare decorato, in muratura sovrastato dall'immagine del Santo in un dipinto in olio su tela, e dai lati due dipinti sacri unici nell'interno privo di decorazioni.
• mwakoChiesa di mwaksSanta Chiara, il piccolo edificio, sorge vicino al moderno parco acquatico. È una piccola chiesetta decorata da alcune tele e statue votive, di fattura semplice. La chiesa è sorta nel 2006 ed è stata ricavata da un vecchio edificio attiguo a un campetto da calcio. La sua nascita è dovuta alla devozione dei fedeli del quartiere che nei primi anni del 2000 hanno iniziato a organizzare una festa in onore alla Santa di Assisi. All'interno un modesto altare è sovrastato da una tela raffigurante la Santa di Assisi e conserva altri arredi di carattere votivo.
• mwak0Chiesa di Santa Venere, edificata da privati negli anni '90, sorge in contrada Vennarello a mwak4Santo Stefano nei pressi di una delle più antiche chiese di Rende di cui oggi restano pochi ruderi: questa era stata costruita su un antico tempio dedicato a mwak8Venere.
• mwaleChiesa di mwaliSan Biagio, la cappella gentilizia della famiglia Campagna, sorgeva in contrada San Biase a mwalmSanto Stefano. È stata sconsacrata negli anni 80 ed oggi è in stato di abbandono.cite-ref-30[30] Presenta ancora oggi la facciata con un portale a sesto acuto e un’elegante scalinata.
• mwalkChiesa di Santa Maria dell’Olmo, una piccola cappella che sorgeva nella contrada Conci Stocchi. La cappella era originariamente parte di un fondo della famiglia Magdalone, passato poi sotto il possesso del Barone Giorgellicite-ref-31[31]. L’edificio era annesso alla più moderna Chiesa di Santa Maria di Monserrato e fu abbandonato negli anni ‘60. Nel 2021 è stata demolita dopo mezzo secolo di abbandono. Le sue origini potrebbero addirittura risalire al mwal4XVI secolo. Oggi resta solo una parete dell’antica chiesa. La struttura ad aula semplice, divisa da un arco trionfale, aveva una facciata scandita da alcune lesene, con un bel portale decorato, un’oculo, un timpano possente con una nicchia al centro e un campanile a vela laterale.
• mwamaChiesa dell'mwameAnnunziata: a pochi passi dalla chiesa di sant'Antonio e dal castello, sorge un piccolo edificio di stile moderno incompleto oggi inutilizzato, sorto sui resti dell'antica chiesa dell'Annunziata, gravemente danneggiata e demolita dopo il terremotocite-ref-32[32] del mwamy1980. Le origini della chiesa sono perlopiù ignote e confuse, ma per certo si sa che la chiesa ospitava un'omonima mwamcconfraternita nel mwamgXVII secolo. Alcuni arredi ed elementi architettonici sono stati spostati nelle altre chiese del centro storico.
• mwamoCappella di mwamsSan Pio: una piccola cappella votiva del quartiere popolare di Dattoli. Ricavata dai locali di uno dei palazzi, all’interno è semplice e custodisce la statua di San Pio da Pietrelcina, alcune cornici votive e un altare moderno in bronzo proveniente dalla Chiesa di Santa Maria della Consolazione.
• mwam0mwam4Chiesa Evangelica Siloe: sorge lungo il parco fluviale di mwam8Quattromiglia e raccoglie la comunità evangelica Rendese.

Architetture militari

• mwaxgmwaxkCastello Normanno, fu costruito nell'attuale sito nel 1095 per ordine di mwaxoBoemondo d'Altavilla, che lo elesse come propria base prima di partire per la prima crociata nell'agosto del 1096. La realizzazione del maniero a Rende era l'inizio di un progetto più ampio ipotizzato anni prima da mwaxsRoberto il Guiscardo, padre di mwaxwBoemondo, che desiderava realizzare una linea difensiva nella valle del Crati con roccaforti a Bisignano, Montalto Uffugo, Rende e Cosenza.

La particolare morfologia del colle dove fu eretto il "Gigante di Pietra" garantiva una postazione estremamente facile da difendere; i ripidi pendii, che si stagliano verso l'alto a formare un cuneo, garantirono una tale sicurezza che si ritenne superflua la realizzazione di un fossato e del ponte levatoio. Il castello fu invece fornito di piccole finestre e molte feritoie, dalle quali potevano essere usati archi e balestre; inoltre fu realizzata sotto il cortile esterno una enorme cisterna per la raccolta dell'acqua piovana che garantiva un sicuro approvvigionamento durante gli assedi.

Invalicabili mura di cinta, spesse alla base più di due metri, garantivano la protezione delle case, delle chiese, e delle altre strutture difensive, in particolare il castello con la torre centrale e altre due torri, poste ai lati. Le tre torri rappresentano lo stemma del comune, probabilmente la loro prima comparsa come gonfalone comunale avvenne nel 1222 per l'inaugurazione del duomo di Cosenza alla presenza di mwayuFederico II di Svevia.

Tuttora nell'atrio del castello è possibile ammirare due stemmi araldici appartenenti a due delle famiglie succedutesi nella proprietà del castello: i Magdalone e gli Alarcón y Mendoza. Di fronte, in alto, è visibile lo stemma comunale, con sotto l'iscrizione: Urbs celebris, quondam sedes regalis, Arintha - Celebre città, antica sede realecite-ref-renne-16-1[16], Arintha. Il castello, di proprietà del comune dal 1922, è stato sede del Municipio fino al 2011.
Oggi ospita il Museo d’Arte Contemporanea Roberto Bilotti Ruggi d’Aragonacite-ref-33[33]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-34[34]

Etnie e minoranze straniere

Al 1° gennaio 2024 risiedono a Rende mwazs2 362 cittadini stranieri.cite-ref-35[35] Le principali nazionalità sono le seguenti:

• mwa0iRomania: 263
• mwa0qEgitto: 164
• mwa0yCuba: 161
• mwa0gNigeria: 141
• mwa0oCina: 128
• mwa0wMarocco: 114
• mwa04Ucraina: 101
• mwa1aPakistan: 92
• mwa1iEcuador: 91
• mwa1qTunisia: 84

Cultura

Istruzione

Università

Nel territorio di Rende ha sede l'università della Calabria, la maggiore delle università mwa2acalabresi con il più grande mwa2ecampus universitario in mwa2iItaliacite-ref-36[36]. Essa contava nell'anno accademico 2023/2024 mwa2c21 392 studenticite-ref-37[37]. L'università ha 6 facoltà: Economia, Farmacia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Politiche.

Musei

Nel palazzo Vitari trovano spazio il Centro per l'arte e la cultura intitolato ad Achille Capizzano, sede di mostre e convegni sull'arte locale ed internazionale, ed il mwa3iMAON Museo d'arte dell'Otto e Novecento.

Il Museo Civico o del Folklore, nel palazzo Zagarese, è dedicato essenzialmente al territorio della Calabria Citeriore che corrisponde all'incirca alla provincia di Cosenza. La collezione di circa tremila oggetti illustra la cultura propria di questi territori. Il percorso del museo, che ha sede nel centro storico, si sviluppa su nove sale

Il Museo del Presente sorge nella zona moderna della città; otto sale espositive si sviluppano su una superficie di mwa3o2500 m² Il museo ospita mostre d'arte moderna e contemporanea, mostre fotografiche, cineforum, spettacoli, convegni e presentazioni di libri. Le sale sono su due piani.

Eventi

• Giunto alla sua cinquantaduesima edizione, il mwa34Settembre rendese, comprende una serie di concerti e altri eventi sparsi per la città di Rende. Anche mwa38La notte dei ricercatori, evento promosso dall'Università della Calabria rientra nel festival.cite-ref-38[38]cite-ref-39[39]

Geografia antropica

Urbanistica

Nei primi mwa48anni sessanta da paesino rurale si trasformò in una nuova realtà e nuovi insediamenti urbani nacquero nella zona valliva. Fu possibile controllare questo sviluppo grazie all'adozione di un piano regolatore nel mwa5a1962 che impedì un uso indiscriminato del territorio e nel contempo permise la realizzazione di numerose aree verdi.

La nascita dell'Università della Calabria a Rende rappresentò un ulteriore punto di forza e di sviluppo del territorio. Dapprima composto da una struttura polifunzionale concentrica, con l'ultimazione del progetto Gregotti, si realizzò un lungo pontile con ai lati strutture di cemento armato (detti anche "Cubi") che si allacciano alla struttura cambiando in altezza a seconda dei mutamenti della superficie, in questi edifici si trovano i dipartimenti dell'Università.

Negli mwa5manni ottanta e mwa5qnovanta le amministrazioni comunali, in primis quella di Sandro Principe, cambiarono il volto della zona a valle con la realizzazione di piazze, parchi, musei e chiese, trasformandola di fatto in una città moderna.

La nuova variante adottata dal comune nel mwa5y2003, nacque con la necessità di orientare lo sviluppo complessivo della città verso obiettivi di qualità, ristabilendo un equilibrio ecologico fra le aree edificate all'interno della città: furono realizzati il ring con la nuova parrocchiale di San Carlo Borromeo, il Museo del Presente con il Belvedere delle arti e delle scienze, le scale mobili per raggiungere il Centro storico, il nuovo istituto tecnico commerciale, il complesso parrocchiale di Linze. Furono inoltre recuperati i più importanti corsi d'acqua con la creazione di parchi fluviali al centro della città e restaurate quasi tutte le chiese di rilevanza storica, riqualificando interi quartieri come mwa5cQuattromiglia, Commenda e Roges.

Quartieri e frazioni

Quartieri

• mwa5wmwa50Arcavacata: quartiere del comune di Rende, sorge a circa 320 m mwa54s.l.m. È sede dell’mwa58Università della Calabria. Si erge la mwa6aChiesa di Santa Maria della Consolazione di particolare interesse religioso e artistico, edificata in seguito ad un evento miracoloso.
• mwa6iCentro Storico: posto su un colle a ridosso della catena costiera, tra i fiumi mwa6mEmoli e Surdo, rappresenta il nucleo originario del comune. Il borgo ospita: la chiesa Matrice di mwa6qSanta Maria Maggiore, quella della mwa6uMadonna di Costantinopoli, di mwa6ySan Michele Arcangelo, di mwa6cSant'Antonio Abate, del mwa6gSantissimo Rosario, della mwa6kMadonna delle Grazie, dell'mwa6oAssunta, della Madonna della Pietà, di mwa6sSan Giovanni Battista e della mwa6wMadonna della Neve, il Castello mwa60Normanno (antica sede del comune di Rende), il convento delle mwa64clarisse, il mwa68Museo Civico di Palazzo Zagarese, la mwa7abiblioteca civica e il mwa7eMAON, otre a vari palazzi di grande interesse storico-artistico.
• mwa7mmwa7qQuattromiglia: storico quartiere del comune di Rende noto soprattutto per la mwa7uStazione ferroviaria di Castiglione Cosentino e lo svincolo autostradale dell'mwa7yAutostrada A2 Rende-Cosenza Nord. Un tempo qui sorgeva un possente monastero nel quartiere mwa7cProfeta, di cui oggi restano pochi ruderi. Un tempo qui erano presenti le aziende del Barone Giorgelli sul cui terreno, negli anni '50 venne edificata la nuova Chiesa di Santa Maria di Monserrato.
• Quartiere mwa7oVillaggio Europa: si estende parallelamente a Via Rossini in direzione nord-sud. L'area comprende una serie di palazzi in stile anni '70 a forma di "serpentone", destinati nella zona sud ad alloggi popolari, la parte nord del quartiere a zona residenziale. Di particolare interesse la chiesa, a pianta circolare e con una maestosa cupola moderna, dedicata a mwa7sSan Carlo Borromeo. Tutte le vie del rione sono state intitolate con i nomi delle capitali europee.
• mwa8eSanto Stefano: in passato si teneva in questo quartiere la grande mwa8mmwa8qFiera di Arcavacata: si vendevano animali e prodotti agricoli, utensili vari per la casa o per l'agricolturamwa8u. Vi affluivano un gran numero di commercianti provenienti dai comuni limitrofi. Oggi questa grande fiera ha cessato di esistere, ma rimane la festa in onore della mwa8yMadonna della Consolazione, che si tiene l’ultima domenica di agosto. Si erge la Chiesa di mwa8cGesú Misericordioso, la chiesetta di mwa8gSanta Maria della Consolazione della famiglia Magdalone e l’antico palazzotto detto “La Torraccia”. Oggi è una zona residenziale di concezione moderna.

• mwa88Commenda: quartiere residenziale e commerciale della città. Ospita lo mwa9aStadio Marco Lorenzon in cui si disputano gli incontri interni calcistici del mwa9eRende Calcio, l'antica chiesa di mwa9iSan Giovanni Battista e la nuova chiesa di mwa9mSant'Antonio da Padova.
• mwa9uSurdo: quartiere posto a 250 mslm, vi risiedono circa 700 abitanti. Vicino ad un antico casale oramai diroccato della Famiglia mwa9yZagarese dove si lavorava la mwa9cliquiriziacite-ref-40[40], sorge la Chiesa di mwa9wSan Francesco di Paola. In questa frazione anticamente vi era presente un mattonificio di cui ancora oggi si scorgono i fabbricati e le alte mwa90ciminiere.
• mwa98Roges: quartiere storico della città, presenta una zona più anticacite-ref-roges-41-0[41] e una di più recente costruzione. Roges è la zona più a sud del comune, al confine con mwa-qCosenza. Si ergono in questa zona il parco Robinson, il Centro Commerciale Metropolis e la chiesa della mwa-uBeata Vergine di Lourdes.
• mwa-cSaporito: quartiere del comune alle porte dell'area urbana. Si erge la Chiesa della mwa-gSantissima Trinità.
• Contrada mwa-sLongeni: piccolissimo nucleo abitato da poco più di 90 persone, sorge a 313 m s.l.m, risulta inglobato con mwa-wArcavacata.
• Contrada mwa-iNogiano: sorge a 525 m mwa-ms.l.m a ridosso della mwa-qCatena Costiera tirrenica. Qui è eretta la Chiesa della Madonna della Pietà nei pressi dell'antica mwa-uguardiola.
• Contrade mwa-cSan Biase, mwa-gFrattini mwa-ke Monticello: ingolbate con Santo Stefano, sono qui presenti ampie distese verdi di coltivazioni private e di aziende agricole locali. A San Biase è presente un'antica mwa-omasseria della Famiglia mwa-sCampagnacite-ref-42[42].
• Contrada mwbaeVennarello: qui si stabilì uno dei primi nuclei abitativi della Rende "bassa". Immediatamente sotto il centro Storico, secondo alcuni studi pare qui sorgesse un antico tempio dedicato a mwbaiVenere (da cui la zona prende il nome). Qui sorgevano nel mwbammedioevo due importanti edifici di culto oggi ridotti in poche rovine. È inglobata con Santo Stefano.
• Contrade mwbauPiano di Maio e mwbayPiano Monello: zone a carattere collinare, precedentemente contadine ma oggi sature di immobili residenziale di recente costruzione.
• Contrada mwbagDattoli: prettamente di campagna il cui nucleo storico originario fu abbandonato dopo il boom economico in cui emergeva la masseria della famiglia Quintieri di cui oggi resta l'antico possente Palazzo, che estendendosi successivamente nella zona nord del comune in una gradevole zona residenziale moderna. Vi risiedono circa 700 abitanti.
• Contrada mwba4Rocchi: area prettamente di campagna situata nella zona nord del comune. Si erge qui una chiesetta campestre dedicata a mwba8San Rocco di Montpellier venerato nelle vaste campagne abitate circostanti, nei pressi dei ruderi di un antico convento dedicato ai SS. mwbbaPietro e mwbbePaolo.
• Contrada mwbbmSan Gennaro: A ridosso dell’Università della Calabria, è una zona di collegamento fra mwbbqArcavacata e mwbbuQuattromiglia, dove risiedono maggiormente gli studenti provenienti da altri comuni. È sede della parrocchia di mwbbySan Paolo Apostolo con i mwbbcPadri Dehoniani.
• Contrada mwbbkSan Ianni: zona prevalentemente di campagna. Sorge in questa località una Chiesetta dedicata a mwbboSan Francesco di Paola di proprietà della Famiglia Basile.
• Contrada mwbbwSant’Agostino: zona per lo più residenziale dove sorgono numerose ville. Si erge, nei pressi di un antico casale della Famiglia Spada, la Chiesetta dedicata a mwbb0Sant’Agostino.
• Contrade mwbb8Santa Chiara e mwbcaSanta Rosa: piccole località a est di Commenda. A Santa Chiara sorge una chiesetta dedicata alla mwbcesanta di Assisi.
• Contrada mwbcmDifesa: ubicata in una zona collinare sopra Saporito, posta a 294 metri s.l.m.
• Contrada mwbcuSettimo: frazione al confine con la contigua omonima frazione del comune di mwbcyMontalto Uffugo.

• Contrada mwbc0Cutura: inglobata con Santo Stefano, è sede di una della prima delle due mwbc4zone industriali ASI. Qui si ergeva un tempo un'antica fabbrica di mwbdamattoni, di cui oggi resta il possente mwbdecomignolo.
• Contrada mwbdmLecco: è sede dell'altra zona industriale.
• Contrada mwbduCantiere: è una piccola contrada nel sud ovest della città, popolata da un infimo numero di persone. Risulta inglobata con Saporito, al confine con la contrada surdo
• Contrada mwbdcOspedale: una delle più piccole contrade di Rende, la Contrada Ospedale è una corta strada nel nord della città inglobata con Piano di Maio
• Contrada mwbdkMuscione: in mezzo al Centro Storico e a Piano di Maio, si trova questa contrada dalle dimensioni poco considerevoli. Risulta una continuazione di Piano di Maio e presenta una zona di campagna accompagnata dalla sporadica presenza di qualche villa
• mwbdsViale dei Giardini: Non è un quartiere vero e proprio, bensì un piccolo complesso residenziale dalla forma ovoidale situato a ovest di Villaggio Europa. Ogni palazzo prende il nome dalla coop che lo ha costruito, per esempio la coop Solaris o la coop Domus
• mwbd0Contrada Profica: Una breve contrada nella parte meridionale di Santo Stefano
• mwbd8Contrada Silvi: Una contrada collinare dalla modesta lunghezza che si estende a nord della contrada Nongiano. Viene congiunta con la Contrada Profica da un breve tratto tortuoso chiamato mwbeaContrada Pila
• mwbeiContrada Vallone: La contrada Vallone congiunge la Contrada Pila con Santo Stefano, per poi estendersi ulteriormente verso sud fino al Cimitero di Rende, situato all'ingresso est del Centro Storico. Adiacente ad essa, a ovest, vi è una contradina chiusa chiamata mwbemContrada Villana
• mwbeuContrada Macchialonga: risulta inglobata aa parte settentrionale di Santo Stefano

Economia

Agricoltura

Prima dell'attuale esplosione edilizia era un comune a prevalente economia agricola: si produceva tantissimo mwbekgrano, mwbeoolive, mwbesfichi, mwbewcastagne, mwbe0frutta, mwbe4ortaggi e mwbe8gelsi per l'industria della mwbfaseta. Nella contrada Cutura si producevano mwbfeangurie e mwbfimeloni, un particolare formaggio mwbfmpecorino prodotto dai pastori di mwbfqArcavacata, la coltivazione e lavorazione del mwbfutabacco da parte del barone Giorgelli, torinese trapiantato a Rende nei primi anni del 1900. Rende era sede di una enorme fiera agricola, durante l'ultima decade d'agosto, nella frazione Santo Stefano (allora di proprietà della famiglia Magdalone); si commerciavano animali a migliaia, tra cui mwbfymucche, mwbfcbuoi, mwbfgcavalli, mwbfkasini, mwbfomuli e mwbfssuini.

Industria

Nel suo territorio erano sparse diverse piccole industrie (come "La Liquirizia Zagarese"), 8 fabbriche di laterizi, alcune cartiere (come la "Rossi Lasagni"), industrie del mwbf4legno e di piastrelle per pavimenti, i famosi "Pignatari", i vasai ed altre. Sempre più importante sta diventando il Parco Industriale di Rende che raggruppa numerose aziende operanti in vari settori ed ubicate nella zona industriale.

Servizi

Rende ospita l'Università della Calabria, ad mwbgyArcavacata, che con i suoi circa 27000 iscritti figura fra le più grandi del meridione. Il principale Ateneo calabrese, oltre a causare l'incremento della popolazione domiciliata nel territorio, costituisce una fonte di vitalità per il commercio, l'edilizia, e il settore terziario in tutta l'area urbana cosentina. Inoltre, l'apporto in termini di attività culturali dei generi più vari (conferenze, concerti, cinema, attività letterarie, mostre scientifiche e così via) ha elevato notevolmente la qualità e il tenore della vita del comune calabrese.

A Rende si trova la sede centrale della mwbggBanca di Credito Cooperativo Mediocrati, situata sul Viale dedicato a Francesco e Carolina Principe.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il comune è interessato dalla mwbgwstrada statale 107 Silana Crotonese e servito dall'mwbg0autostrada A2 attraverso lo svincolo di Rende-Cosenza Nord.

Ferrovie

A nord della città è situata la mwbhastazione di Castiglione Cosentino situata al km 21+551 della linea ferroviaria mwbhePaola-Cosenza e al km 59+545 della linea ferroviaria mwbhiCosenza-Sibari

Fino al mwbhq1987 il comune aveva una propria mwbhustazione ferroviaria posta sul vecchio tracciato della mwbhyPaola-Cosenza.

Mobilità urbana

I trasporti urbani vengono svolti dalla società Consorzio Autolinee Cosenza s.r.l.cite-ref-43[43], i trasporti interurbani sono garantiti dalle mwbh0Autolinee Romanocite-ref-44[44] e da autocorse svolte dalle mwbiiFerrovie della Calabriacite-ref-45[45]. Il 27 ottobre 2022 i consigli comunali di Cosenza, Rende e Castrolibero hanno approvato l'ambito territoriale per l'unificazione del servizio di trasporto pubblico nell'area urbana cosentinacite-ref-46[46].

Amministrazione

| Primo cittadino | Primo cittadino | Partito | Inizio | Fine | Carica |
|---|---|---|---|---|---|
| | Gaspare Rovella | Partito Socialista Italiano | 24 marzo 1946 | 7 gennaio 1950 | Sindaco |
| | Salvatore Chiappetta | Partito Socialista Italiano | 7 gennaio 1950 | 1951 | Sindaco |
| | Francesco Settino | Partito Socialista Italiano | 1951 | 1952 | Sindaco |
| | Francesco Principe | Partito Socialista Italiano | 1952 | 1980 | Sindaco |
| | Sandro Principe | Partito Socialista Italiano | 1980 | 27 giugno 1987 | Sindaco |
| | Mario Portone | Partito Socialista Italiano | 27 giugno 1987 | 5 agosto 1988 | Sindaco |
| | Raffaele De Rango | Partito Socialista Italiano | 5 agosto 1988 | 2 luglio 1990 | Sindaco |
| | Antonietta Feola | Partito Socialista Italiano | 2 luglio 1990 | 27 dicembre 1993 | Sindaco |
| | Francesco Casciaro | Socialisti Italiani | 27 dicembre 1993 | 2 aprile 1999 | Sindaco |
| | Antonino Sidoti | Indipendente | 3 aprile 1999 | 28 giugno 1999 | Commissario prefettizio |
| | Sandro Principe | Indipendente di centro-sinistra | 28 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Sindaco |
| | Sandro Principe | Indipendente di centro-sinistra | 14 giugno 2004 | 20 maggio 2005 | Sindaco |
| | Emilio Chiappetta | Socialdemocrazia | 20 maggio 2005 | 30 maggio 2006 | Vicesindaco f.f. |
| | Umberto Bernaudo | Socialisti Democratici Italiani | 30 maggio 2006 | 27 maggio 2011 | Sindaco |
| | Vittorio Cavalcanti | Partito Democratico | 27 maggio 2011 | 3 luglio 2013 | Sindaco |
| | Maurizio Valiante | Indipendente | 3 luglio 2013 | 10 giugno 2014 | Commissario prefettizio |
| | Marcello Manna | Indipendente di centro-destra | 10 giugno 2014 | 28 giugno 2023 | Sindaco |
| | Santi Giuffrè, Rosa Correale, Michele Albertini | Indipendente | 29 giugno 2023 | 26 maggio 2025 | Commissari prefettizi |
| | Sandro Principe | Partito Socialista Italiano | 26 maggio 2025 | in carica | Sindaco |

Sport

• Il mwbusRende Calcio 1968 è la principale squadra di calcio della città. La società è arrivata varie volte a disputare i campionati professionistici italiani, l’ultima volta nella stagione mwbuw2019-2020 nel campionato di mwbu0Serie C.cite-ref-47[47] Nella stagione 2025-2026 milita nel campionato di mwbviPromozione.
• Le due squadre di basket maschili sono la Bim Bum Basket, che milita in Serie C Regionale, e il mwbvqCUS Cosenza, che milita in Promozione.

• La squadra di basket femminile è la mwbvwCentro Pallacanestro Rende e milita in serie A2.
• La squadra di Calcio A 5 è l'A.S.D. Surdo c5 squadra dell'omonima frazione della città che milita in serie C2.
• La squadra di Calcio A 5 dei sordi milita in serie A ed ha vinto più di una volta il titolo di campione d'Italia.
• La squadra di pallavolo maschile è la Milani Rende e milita in serie C.
• La squadra di rugby è la mwbwiRugby Rende e milita in campionato di mwbwmSerie C1, gioca le sue partite al campo Tonino Mazzuca.
• La squadra di pallanuoto è la Settebello Rende e milita nel campionato promozione Lucano-Pugliese.

Impianti sportivi

• mwbwgStadio Marco Lorenzon: struttura da mwbwk4 500 posti a sedere, ha ospitato le partite del mwbwoRende Calcio per oltre 50 anni;
• Palazzetto dello sport - PalaPirossigeno: circa mwbww2 000 posti, è sede delle gare casalinghe della mwbw0Pirossigeno Cosenza, squadra di mwbw4calcio a 5 militante in mwbw8Serie A;
• Chiappetta Sport Village: centro sportivo dotato di un campo di calcio a 5, 8 campi da mwbxepadel e 7 campi da mwbxitennis, di cui il Campo Centrale che ha una capienza di circa mwbxm2 000 posti. Nel 2025 ha ospitato gli mwbxqInternazionali di Calabria, torneo di tennis femminile facente parte del mwbxuWTA Challenger Tour.cite-ref-48[48]

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwbyimwbymmwbyqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwbyudemo.istat.it, mwbyyISTAT.
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cite-note-1010. mwbdiFedele Fonte, mwbdmRende nella sua cronistoria.
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cite-note-tasso-1313. mwbfmBoemondo viene citato da mwbfqTorquato Tasso nella “mwbfuGerusalemme liberata” come mwbfyConte di Cosenza.
cite-note-ingegneri-1414. Ingegneri militari: il termine indica l'insieme delle maestranze (artigiani, fabbri e carpentieri) che erano in possesso delle conoscenze tecniche per la realizzazione di castelli e macchine da guerra
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cite-note-lingua-1717. Idioma dei Normanni del tempo in Italia meridionale.
cite-note-1818. Marchesino è un quartiere di Roges, precisamente nella zona in cui sorge dalla fine del secolo scorso la Chiesa della Beatissima Vergine di Lourdes, al confine con Cosenza.
cite-note-1919. La chiesa sorge annessa all’ex convento dei Minori Francescani Osservanti, ora Convento delle Clarisse.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.rende.cs.it.
• citereftreccani-itRende, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itRènde, su sapere.it, De Agostini.
• mwbysPortale Università della Calabria, su unical.it.